Quando si parla di giochi di carte collezionabili, si potrebbero scrivere pagine e pagine. Tra le soluzioni più famose rientrano senza dubbio le carte yu gi oh.  Se stai leggendo queste righe, significa che ne hai sentito parlare e che ti interessa sapere qualcosa di più in merito.

 

Perfetto! Nelle prossime righe di questo articolo, abbiamo riassunto sei curiosità sul gioco che pochi conoscono.

 

Il manga

Il mondo yu gi oh è universalmente associato alle carte collezionabili. Nel momento in cui lo si chiama in causa, però, è doveroso rammentare che tutto è iniziato con un manga. Ci è voluto un po’ di tempo prima che venissero immesse in commercio le carte.

 

Per quanto riguarda il manga appena citato, facciamo presente che è caratterizzato da una trama oscura, che comincia con il Faraone che viene fatto impazzire da una magia.

 

Le carte più costose

Anche nel caso delle carte yu gi oh, è possibile chiamare in causa dei pezzi particolarmente costosi. In questo novero è possibile includere la carta nota come Number 106, il cui costo si aggira attorno ai 700 euro. Da non dimenticare è anche la carta the Exalted Lightsworn, che è stata valutata in passato attorno ai 1000 euro. La carta yu gi oh più costosa in assoluto è però un’altra. Si tratta di un pezzo unico al mondo, prodotto per un ragazzo di 14 anni di nome Tyler Gressie.

 

Sopravvissuto a una grave malattia, è stato omaggiato di questa carta dalla fondazione Make a Wish, che si occupa da anni di realizzare i desideri di bimbi affetti da gravi malattie.

 

L’ispirazione illustre

Questo celebre gioco di carte collezionabili ha un legame a dir poco speciale con la letteratura. Forse non tutti sanno che alcuni pezzi presentano dei mostri che sono stati disegnati richiamando le caratteristiche di alcune creature portate alla fama da H.P. Lovecraft.

 

Le carte raccapriccianti

Chi ama il gioco lo sa bene: quando si parla di yu gi oh, esistono diverse carte che riportano immagini allegre (p.e. Kuriboh). Più rare ma esistenti sono le carte che, invece, mettono in primo piano immagini raccapriccianti. In questo novero, è possibile includere una carta che si contraddistingue per la presenza del disegno della bambola nota come Gimmick Puppet Dreary. Caratterizzata dalle sembianza di un bambino, è seduta in una bara e ricoperta di sangue e di bende.

 

Quando si parla di questa carta, ma anche di quella che presenta l’immagine di due uomini a quattro zampe uno di fronte all’altro con le teste fuse a un busto umano con le braccia, è necessario ricordare che i pezzi appena citati, ma anche altri estremamente creepy, sono stati ridisegnati per le versioni di yu gi oh destinate a mercati diversi rispetto a quello nipponico.

 

Il Guinness dei Primati

Nel 2021, festeggia dieci anni la comparsa di yu gi oh nel Guinness dei Primati. Cosa ha portato il gioco di carte a raggiungere un traguardo così importante? Il fatto di essere stato, nell’anno appena citato, il più venduto al mondo. Giusto per dare qualche numero, facciamo presente che, in quell’anno, vennero venduti oltre 25 milioni di mazzi a livello mondiale.

 

Gli ologrammi

Gli ologrammi non sono il futuro, ma già il presente (per rendersene conto e parlano di un argomento che nulla ha a che fare con il gaming è il caso di rammentare che a Londra ed Edimburgo hanno aperto due pizzerie dove è possibile mangiare accanto a delle immagini olografiche di amici e parenti). In merito a yu gi oh, è doveroso rammentare che alcuni fan stanno lavorando a una versione del gioco in cui dei sistemi informatici proiettano degli ologrammi. Per essere precisi, si tratta di un progetto che prevede l’utilizzo delle HoloLens, visore sviluppato da Microsoft e considerato, da diversi anni ormai, uno dei punti di riferimento per l’integrazione della realtà aumentata nella quotidianità.

 

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