L’apporto della chimica nella strumentazione industriale

Rinnovamento ed evoluzione, chimica e tecnologia, argomenti e materie che sono alla base della produzione industriale moderna. Partendo da fine ottocento il progresso della strumentazione industriale è dipeso dalla tavola periodica degli elementi.

Prima o poi ne abbiamo avuta una tutti tra le mani e se per la maggior parte di noi è rimasta uno strano elenco di elementi chimici, per l’industria si è trasformata nella chiave di volta per raccordare e armonizzare i processi industriali.

Per rendere l’idea, se oggi abbiamo tra le mani uno strumento che permette di collegarci con una persona a migliaia di chilometri di distanza, è perchè esistono dei complicati processi chimici, che applicati alle strumentazioni industriali, sono alla base dei miniaturizzati elementi tecnologici, contenuti all’interno del nostro smartphone.

Per fare un altro esempio, se oggi basta una semplice provetta di plastica con una piccola quantità del nostro sangue, per scoprire un importante problema di salute e quindi aggredirlo, è grazie alle conoscenze acquisite da un tecnico di laboratorio, che ha imparato il funzionamento di una centrifuga, la quale è stata progettata proprio sulla base della separazione degli elementi chimici che compongono il nostro liquido vitale. Appurato tutto questo è ragionevole capire da dove si è partiti.

Cenni storici della industria chimica italiana

Dobbiamo tornare al 1888 e pensare ad una delle regioni d’Italia più volitive dal punto di vista tecnologico: la Toscana. A Montecatini esisteva una azienda chimica che all’epoca era la più importante del paese. Il suo fondatore Guido Donegani prese il controllo della Montecatini intorno al 1877 e rimase in carica fino agli anni cinquanta dello scorso secolo.

Sotto la sua supervisione l’azienda ebbe come obiettivo l’applicazione della chimica a tutta la strumentazione industriale. Nonostante Donegani dovette scontrarsi con una guerra è una successiva profonda crisi economica proprio agli inizi del 900 con l’aiuto di un suo caro amico nonchè uno dei più famosi chimici industriali Giacomo Fauser rivoluzionò la chimica applicata all’industria. L’azoto che noi oggi conosciamo nella sua forma liquida è anche il gas che compone nella maggior percentuale l’aria che ci circonda.

La coppia di chimici italiani riusci a catturare l’azoto presente nell’atmosfera, riprocessarlo per poi arrivare al punto di sintetizzarlo. L’azoto sintetico alla base oggi, dei processi chimici della moderna strumentazione industriale deve la sua genesi proprio alla genialità e alla professionalità dei due nostri connazionali. Dal 1920 questo processo di sintetizzazione fu applicato da altre industrie chimiche italiane che permisero al settore di espandersi in maniera esponenziale.

La Grande Guerra necessitava di munzioni sempre più potenti e le industrie italiane usarono le conoscenze acquisite da tecnici e scenziati per produrre esplosivi che innescassero reazioni sempre più potenti. Parallelamente l’industria dei coloranti che andava di pari passo con la produzione di armamenti prese a prestito diverse applicazioni studiate alla Montecatini. Un altro settore che ebbe un’espansione notevole soprattutto dopo la seconda guerra mondiale fu la realizzazione della gomma sintetica che deve le sue origini alla produzione industriali avvenute in diverse aziende della città di Ferrara.

Negli anni che fecero da preludio alla Seconda guerra mondiale la Snai Viscosa assunse un posto di rilievo nel mercato della chimica in particolare per quanto riguarda la ricerca su due acidi molto conosciuti quello solforico e cloridrico e per l’uso industriale degli anticrittogramici e delle piriti.

L’automazione: elemento di raccordo per la strumentazione industriale

La strumentazione primordiale delle aziende descritte sopra avviata dai processi chimici industriali necessitava di automazione. Cioè il legame tra strumentazione e reazione chimica doveva essere reso stabile ma anche snello e facilmente applicabile a diversi ambiti di applicazione.

Un’apparecchiatura da laboratorio deve essere progettata per adattarsi ad un grande impianto chimico ma anche da un piccolo laboratorio scientifico. L’automazione deve essere cosi elevata che la strumentazione prodotta possa essere utilizzata sia per un’ industria chimica di grandi dimensioni ma anche per la branca farmaceutica che magari è dedicata solo alla ricerca in ambito sanitario. A questo riguardo affidabilità e la qualità della strumentazione non sono prescindibili.

L’italia si è fatta portavoce attraverso le sue aziende di processi di automazione che garantiscono queste caratteristiche, ad esempio navigando nel sito di Achelit si può notare come questi professionisti del settore propongono diversi prodotti in grado di adattarsi attraverso delle soluzioni originali alle esigenze produttive dei clienti. Per ulteriori informazioni potete consultare il seguente link: https://www.achelit.it/

Se immaginavamo che la chimica potesse essere solo un lungo elenco di regole, forse ora guardando la strumentazione che ci circonda rifletteremo su come ha reso la nostra vita, sotto certi versi, migliore.