Rito funebre: l’Antica Grecia

Il rito funebre e tutti gli onori che aspettano a una salma hanno origine antica, infatti, ci viene narrato dei vari riti già negli scritti dell’Iliade e Odissea di Omero, dove ci viene specificato l’importanza che era data alla cura dei defunti e che il lutto veniva prolungato per diversi giorni.

Oggi nel triste momento della dipartita di un nostro caro ci dobbiamo rivolgere ad agenzie funebri specializzate, per ulteriori informazioni visita veranoservizi.it.

Com’era strutturato il rito funebre nell’Antica Grecia

Nella Grecia Antica era di vitale importanza dare una degna sepoltura ai morti, secondo quella che era la legge degli Dei.

Secondo le credenze del tempo il corpo non doveva essere lasciato senza funerale, perché in quel caso la sua psychè, la parte invisibile presente nel suo corpo, sarebbe uscita chiudendo definitivamente al defunto le porte dell’Ade e sarebbe stata costretta a vagare per l’eternità.

Era quindi per i Greci fondamentale il recupero del corpo, durante le guerre una volta conclusa la battaglia, si passavano a recuperare tutti i corpi in modo da dare loro la degna sepoltura.

La prima parte del rito funebre greco prevedeva che il corpo fosse lavato e profumato usando una serie di oli essenziali, poi veniva avvolto in un telo bianco.

Una volta risposto su un lettino il corpo, questo veniva vegliato dai parenti più stretti che si prodigavano in dei canti funebri, questa fase prendeva il nome di prothesis.

Una volta finito questa fase si procedeva al sacrificio di animali in onore del defunto, il sangue di questi veniva sparso nelle vicinanze della salma, mentre con la carne veniva celebrato un banchetto in onore della persona, venuta a mancare.

I Greci sono stati i primi a procedere con la cremazione del corpo, infatti il rito prevedeva il rogo della salma e poi la tumulazione.

Il corpo veniva messo su una pira e venivano messe sugli occhi due monete, queste servivano per Caronte, il traghettatore che avrebbe portato a bordo della sua barca il defunto nell’Ade.

Una volta che il rogo era finito, le braci venivano spente utilizzando il vino e poi una volta raccolte venivano posto in un’urna cineraria che era avvolta da un drappo e sigillata con dei lastroni pietra.

Sopra ai lastroni veniva gettata della terra fino a che non si formava un cumulo e sopra ci veniva messa una stele commemorativa, oppure la salma veniva calata in una fossa.

Era uso comune seppellire il defunto e le sue ceneri con degli oggetti, questi venivano scelti o dalla stessa persona venuta a mancare o dai suoi parenti.